Francesco Floro Flores

La questione Napoletana

mar

19

Il turismo: una grande opportunità

Autore: Francesco Floro Flores

Chiunque abbia avuto il piacere di arrivare a Napoli dal mare, rimane incantato da un panorama unico, da una città che declina dolcemente verso il mare, incastonata tra Castel Sant’Elmo e Castel dell’Ovo.
I cattivi dicono che da quella visuale si esalta la città, che non mostra le ferite inferte dal cemento, dal degrado, dall’abuso, dallo smog… e poi  che non si intravedono ancora i napoletani. Il famoso paradiso abitato da diavoli, immagine già presente nel 700.
In verità, il mare di Napoli è una risorsa di valore inestimabile, che potrebbe dare ricchezza e splendore alla città.
Turisticamente il golfo di Napoli consente con poca fatica di raggiungere mete di bellezza nota a livello mondiale: Capri, Procida, Ischia, Sorrento, Amalfi, Positano, Nerano… una lista di siti di valore inestimabile. Ebbene quante persone ho conosciuto, tutte mi hanno raccontato di essere state in questi splendidi posti passando per Napoli solo perchè costretti, dai mezzi di trasporto. Pochi, pochissimi hanno pensato di allungare la sosta a Napoli.
Insomma, Napoli non trae vantaggio dall’essere al centro di un golfo così ricco turisticamente.
Facendo la lista dei siti archeologici nell’area flegrea, dei musei napoletani, dei monumenti e dei palazzi storici, e della città sotterranea…non si finisce mai di scoprire bellezze incredibili, a volte sconosciute a noi napoletani, ma note nel mondo.
Spesso questi siti sono chiusi o fruibili in particolari giorni, o sono degradati e, quando visitabili, raramente ci sono guide esperte che sanno farne apprezzare il valore.
Per non parlare dell’offerta di alberghi di vario livello che Napoli offre e tali da soddisfare le più disparate esigenze
L’opportunità di legare in maniera integrata una siffatta offerta consentirebbe l’esaltazione di quanto esiste a Napoli e dintorni, consentendo enormi opportunità di lavoro.
Un grande portale turistico della città che integri offerta e domanda sarebbe il veicolo ideale per offrire la città al mercato internazionale, costituendo la vetrina ideale degli operatori della città. Non solo, ma sarebbe la forza trainante per la nascita di nuove opportunità.

Immaginate per un attimo di fare l’inventario di tutti i siti non visitabili perché privi di risorse, o perchè sono poco conosciuti e poco visitati.
E immaginate allora di affidare ogni monumento a piccole cooperative di ragazzi (esperto di storia dell’arte, una guida multi-lingua, e qualche ragazzo che faccia da usciere, e le pulizie), e immaginate ancora che questo singolo monumento sia ben rappresentato sul portale, con una grafica accattivante, ed ancora che sia possibile acquistarne il biglietto via internet  e prenotare la visita con l’esperto, e immaginate ancora tramite il portale di proporre tutto quanto la città riesca ad offrire nel suo intorno (ristoranti, teatri, altri monumenti..).
Ecco come con modesti  investimenti si potrebbe creare un motore nuovo, una nuovo modello di rappresentazione integrata degli operatori della città, che si presenterebbero al mercato mondiale come un’unica grande risorsa: la città di Napoli.
Un modo forte di rappresentare l’altra Napoli, quella che non appare mai.
Ma a Napoli i turisti non arrivano solo in aereo, in auto o in treno, c’è un turismo molto ricco, che arriva da mare, soprattutto d’estate. Arriva con le navi da crociera, ma anche con imbarcazioni yacht o barche a vela di tutte le dimensioni.
L’offerta ricettiva di questa ricca clientela è nulla. Napoli non riesce a servire nemmeno i tanti napoletani che hanno una barca di qualsivoglia dimensione. Eppure Napoli è sul mare. Ci sono aree (io penso sempre al molo Molosiglio), che con pochi investimenti consentirebbero di creare ampie banchine per la realizzazione di porti turistici di ampia recettività. QUANTI POSTI di LAVORO, marinai, skipper, elettricisti, cuochi, si riuscirebbero a creare senza alcuna fatica, ed arricchendo la città anche dal punto di vista di tutti i servizi accessori.
Eppure non si fa nulla, nulla che creerebbe valore in modo semplice, in particolare per i napoletani, senza chiedere investimenti di grandi gruppi esterni alla città, senza dovere prevedere investimenti che impoveriscono Napoli.
C’è un ultimo aspetto sul quale è importante riflettere: il verde.
Napoli, il Comune, con tanti dipendenti sembra non avere giardinieri. Investire nel verde è poco costoso. Le piante non costano molto, ma costa la manutenzione iniziale, i sistemi di irrigazione. Una città più verde è più bella, più respirabile. E la manutenzione del verde è rappresentativa della cultura di una città. In una città come Napoli, avere cura di un’aiuola, del verde, conoscere un albero sarebbe un fatto non da poco. Un messaggio forte alla voglia di riscatto della città sana che porta i bambini a passeggio o nei giardini, che non ci sono più.


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Un Commento

Trovo nell’articolo una straordinaria identità di vedute con quanto penso già da alcuni anni, avendo peraltro operato anche nel settore della nautica da diporto e visto i limiti e le potenzialità, che non si fermano certamente all’attrezzaggio di nuove banchine, che pure è uno sviluppo possibile e rapidamente conseguibile.
Mi è piaciuto anche l’articolo sul male minore, sopratutto in esito alla necessità di una condotta eticamente corretta nel caso di elezione per “minoranza”. Trovo invece che la soluzione proposta – e cioè quella della comprensione e della condivisione – sia più una giusta e condivisibile modalità di affrontare le cose piccole e grandi che non esime tuttavia dalla necessità di fare delle scelte, talvolta proprio in direzione del cosidetto male minore.
un cordiale saluto

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