Francesco Floro Flores

La questione Napoletana

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Napoli c’è. Un bisogno sentito e sincero di cambiare

Autore: Francesco Floro Flores

Il 22 dicembre alcuni movimenti cittadini, nati spontaneamente, insieme rappresenteranno le loro idee, diverse nella genesi, ma coincidenti negli obiettivi. C’è una unica grande volontà di dimostrare che Napoli c’è. Che i napoletani se vorrannno, potranno finalmente scegliere anche al di là dei partiti.

Non è stato facile “unire”. A Napoli ci sono sempre state grandi individualità, ma è sempre mancato lo spirito civico, il senso comune, piuttosto che l’egoismo del singolo.

Però ci siamo riusciti. Anche i discorsi dei singoli rappresentanti, sono parti integrate e complementari di un unico programma per la città di Napoli.

C’è un bisogno sentito e sincero di cambiare. C’è il desiderio di vivere liberamente, soffacati ormai da un malessere comune, di cui la spazzatura è un elemento, ma non l’unico.

Il 22 dicembre è il giorno in cui chiunque si può aggregare, unire a tutti noi, per gridare che non si è soli, che noi non siamo soli. Senza clamori, con il passa parola, questo brusio della gente per bene, che oggi non da fastidio a nessuno, può diventare il boato, che potrebbe finalmente cambiare lo spirito della nostra città.

Un sogno, ma per viverlo è necessario che tutti ma proprio tutti gli uomini e donne che amano Napoli, si sveglino. E’ una grande occasione, forse l’ultima, non la perdiamo, vediamoci in tanti al Sannazzaro, non reimpiamo solo il teatro, ma anche la piazzetta adiacente. Sarà il modo giusto per gridare che Napoli c’è e non vuole più aspettare.

3 Commenti

vai avanti sono con te. Mario di Napoli

Frode brevettale da Fiat. La tecnologia ibrida doppia frizione con motore elettrico nel mezzo è stata “mutuata” da un brevetto che la Fiat non ha mai voluto acquistare, ma soltanto spudoratamente copiare. Questa soluzione ibrida sarà un’architettura basica nel programma automobilistico elettrico e ibrido della Chrysler. Invito nel mio blog dove “vitalità” e disinvoltura dei progettisti Fiat appaiono in piena evidenza: http://propulsoreibridosimbiotico.blogspot.com/. Se le industrie possono permettersi impunemente di copiare le idee, in quanto per difenderle occorrono cause costosissime, a cosa servono i brevetti? Come difendere i diritti degli inventori privati? Come possono i nostri giovani trovare coraggio intellettuale se i potentati economici schiacciano i diritti dei singoli? Se vi accingete a richiedere un brevetto oppure proporlo ad un’azienda, la mia esperienza con la Fiat può esservi utile per muovervi con migliore circospezione. (Non è spam! Per favore, non bloccate questo post) Grazie e buon tempo a tutti! Ulisse Di Bartolomei

Stasera ero al Sannazzaro,
sono un ingegnere chimico napoletanto, con un master in gestione della produzione presso il Politecnicco di Milano.
Opero come libero professionista come consulente per banche, imprese per l’analisi, revisione e collaudo di progetti d’investimento realizzati in tutti i settori produttivi oltre che CTU per il tribunale.
Ho 55 anni, due figli Livia e Mario che studiano Ingegneria a Napoli e nonostante il caos che domina la nostra città sono fermamente convinto di rimanervi e lavorare nella carne viva di questa città che amo profondamente.
Ho ascoltato stasera i vari interventi, in parte simili a quelli dell’incontro tenuto martedi pomeriggio 21 dicembre, presso la sede dell’Istituto Italiano di Scienze Umane, a Palazzo Cavalcanti, in via Toledo, n. 348, con interventi dichiarati e non tutti realizzati di;

Gae AULENTI
Franco BARBAGALLO

Roberto ESPOSITO

Elisabetta RASY
Giuseppe GALASSO
Ernesto GALLI della LOGGIA

Raffaele LA CAPRIA
Mario MARTONE

Aldo SCHIAVONE

Toni SERVILLO

purtroppo si è scoperto che c’era una nascosta e subliminale sponsorizzazione del centrosinistra ed in particoalre del PD.
Come si puo leggere dal mattino, corriere della sera e repubblica del 22 dicembre 2010 c’è stata una forte contestazione a cui ha partecipato anche il sottoscritto.
Comunque ritornando all’incontro di stasera che non prevedeva interventi dei partecipanti (non ho capito il perchè, forse lo scopo era di una mera presentazione dell’iniziativa) mi è piaciuto molto l’intervneto ultimo dell’Ing.Floro Flores.
Penso che le analisi di sistema, antropologiche, la creazione di associazioni quali, Napoli, Aspetta, Napoli c’è, sono utili ma non concretamente efficai a breve.
E’ VERO dobbiamo saper aspettare, saper essere, essere pazienti, ma ora è il venuto il momento di sapere agire.
Agire prima ognuno nel proprio lavoro mettendo in pratica l’etica, la qualità personale che a parole si dichiara.
Oggi è il momneto del coraggio dell’azione, del rischio si assumere gli atteggiamenti etici costi quel costi.
Certo non è facile perchè siamo uomini fragili e spesso diventiamo preda della paura.
Essere un professionista, imprenditore, impiegato, operaio perbene non basta bisogna avere il coraggio di superare la paura che ci sovrasta; combattere la potenza della camorra dei colletti bianchi sfidandola con le nostre armi non violente e concentrate come un raggio laser nel fare il nostro lavoro in ARMONIA con la comunità di cui ci sentiamo parte.
L’etica, la qualità, l’amore per il lavoro non si insegnano, non si dichiarano si diffondono con l’esempio in famiglia e sul lavoro.
Viviamo una battaglia continua tra Caos ed Armonia, disordine ed Ordine, un equlibrio difiicile da raggiungere nel nostro cuore, nella nostra anima per avere la speranza che possa avere benefici negli ambiti esterni a noi stessi.
Manca uno spirito comunitario, siamo daominati dalla velocità del cambiamento, i sistemi economici, finanziari, sociali, poitici sono diventati complessi, articolati in rete e quindi sempre più inaffidabili, imprevedibili con l’entropia in costante aumento.
Abbiamo bisogno di semplicità, di fare ordine nel guardaroba interiore delle cose superflue, c’è un deficit di contemplazione necessaria per poi passare ad un azione consapevole e più equilibrata che tenga conto della comunità di cui siami parte.
Come dice George Bernars Shaw:
“Viviamo senza uno scopo fonadamentale nella vita e siamo diventati un cumulo di pene e lametele perchè il mondo non si dedica a farci felici”
Oppure come stigmatizzava, il maestro Prof. di filosofia del liceo Mercalli, noi giovani dominati dalla cultura del branco:
“Voi non siete teste pensanti ma solo dei tubi digerenti in cammino che pernsano a soddisfare solo la pancia ed il manico della pancia”.

Napoli mi ha dato un ottima formazione dall’asilo all’università, è una città bella, piena di energia, creativa;
nonostonte il cancro che la attanaglia, con metastasi diffuse in tutto il corpo sociale, sento il desiderio-dovere morale di rimanere qui per fare da anticorpo ed alzare le difese immunitarie della città.
Personalmente HO RITROVATO l’ARMONIA PERDUTA con la mia città.
MI RENDO DISPONIBILE A INVESTIRE PARTE DEL MIO TEMPO A SUPPORTO DI INIZIATIVE, POCHE E CONCRETE DA REALIZZARE.
PARTIAMO DAL FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE PER L’ELEZIONE DEL PROSSIMO CONSIGLIO COMUNALE.

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