Francesco Floro Flores

La questione Napoletana

set

13

Per vivere i propri sogni, bisogna svegliarsi.

Autore: Francesco Floro Flores

Penso, che queste parole, siano estremamente aderenti alla realtà, che ogni napoletano vive, oggi.

Ad ascoltare la nostra gioventù, spesso si è in presenza di un silenzio assordante: i nostri adolescenti hanno perso il senso di alcuni valori pregnanti, inseguendo l’apparire, al desiderio di essere, spinti in codesta apatia, da una televisione che oltre ad essere lo specchio della nostra società, contemporaneamente è un continuo propositore di nuovi e più deprimenti costumi.

Ci sono giovani, interessanti, volitivi, che sentono il disagio, che vogliono cambiare, ma si limitano, anche per mezzi inadeguati, a contestare giustamente il contesto.

Ma se sono uniti nella critica, nella necessità di agire, trovano difficile l’aggregazione, il convergere in un obiettivo unico, che renderebbe finalmente vive ed assordanti le loro proposizioni.

Ci sono, giovani, e sono tanti, e sempre di più, che hanno la determinazione e consapevolezza di volere lasciare Napoli, di andare dove le loro capacità, il loro talento sia valorizzato, premiato, ma anche solo riconosciuto. Spesso sono i giovani migliori, delusi e mortificati dalla quotidianità di una città, che privilegia la furbizia, l’imbroglio, l’arroganza, la malfamazione.

E ci sono ancora giovani, che invece hanno ancora un filo di speranza di rimanere a Napoli. Sono pendolari, ingegneri, dottori, ricercatori, ma anche operai, segretari… che viaggiano tutte la mattine per raggiungere Roma o tutti i lunedì per andare in Italia, al Nord, novelli pendolari, quasi emigrati, che sognano, di riportare la loro esperienza nella loro città. Giorno dopo giorno, con sempre minore speranza, alla notizia, che le imprese chiudono, le multinazionali disinvestono, che le istituzioni non hanno piu’ soldi, derubate dall’interno e sovraccariche di personale, inutile.

Ma io ho motivo di ritenere, che tutti, proprio tutti i ragazzi napoletani, citati, ma anche quelli che hanno lasciato già Napoli, sognino il cambiamento, che Napoli possa rivivere il suo splendore di città bellissima, colta, viva, ricca di arte e di talento .

Io sogno che la gioventù napoletana si svegli con la determinazione di volersi riprendere la propria città, che venga espulsa non la migliore gioventù, ma una borghesia cancerogena, solidale con il malaffare e la mala politica. Un borghesia corrotta sempre solidale con il potere di turno, pronta a svendere la città ed i napoletani per un proprio tornaconto.

Il sogno non può essere di uno, ma deve essere di tutti, uniti, e disposti a lasciare il proprio egoismo, per renderlo disponibile alla Causa, unica e di tutti i napoletani.

2 Commenti

Condivido pienamente. Mi ha sorpreso la Iervolino che ieri a fine del doppio mandato e solo ora, si è accorta “sob” che “la camorra è al potere”. Ma dove ha vissuto per 9 anni.-

Caro dottor Floro Flores,
ho letto con molto interesse il suo articolo trovato un po’ per caso sul web, mentre.. cercavo di capire.. trovare soluzioni al nostro disagio sociale.
Sono uno di quei giovani di cui parla e sono parte attiva di quella parte di Napoli che vuole uscire dal degrado ambientale, sociale ed economico in cui ci troviamo. Forse avrà già sentito parlare di me attraverso i media in quanto ho fondato una città abitata solo da persone che rispettano il senso civico, Città di Partenope. Nel quotidiano della città, La Mattina (www.cittadipartenope.it), mi sono permesso di inserire il suo articolo per condividerlo con altri cittadini. Mi auguro voglia entrare anche lei in questa Città virtuale abitata da cittadini reali con tanto di carta di identità. Io mi sono iscritto al suo gruppo su Facebook.
Con l’augurio di poterla risentire, porgo cordiali saluti.
Claudio Agrelli

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